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Schianto del Frosinone contro il Sassuolo, un brutto 0-2 manda tutti a casa amareggiati

Il match si apre e si chiude con grandi contestazioni da parte dei tifosi ciociari e la sonora sconfitta rispolvera l’ipotesi esonero. Ma sarà solo colpa di Longo?

Si chiude, con degli accorati mea culpa, la conferenza stampa di ieri sera al Benito Stirpe: Mister Longo fa il suo ingresso col capo chino e cosparso di ceneri. Prima di lui anche capitan Ciofani si è presentato alla mix zone con lo sguardo perso: non è riuscito a nascondere tutta l’amarezza e l’instabilità del clima che si respira nel Club, mentre imbastiva ripetutamente le scuse, sue e di tutta la squadra, alle insistenti domande dei cronisti. Un match molto discutibile sotto il profilo della prestazione, che non stiamo neanche a commentare, durante il quale purtroppo il fattore psicologico ha prevalso su tutto il resto: annientando l’efficacia canarina, dopo il primo punto, ai Neroverdi non è rimasto che gestire serenamente la partita, andare al raddoppio e, per concludere, addormentarla sino ai tre fischi finali con la complice arrendevolezza dei Ciociari.

Ripetuti, invece, proteste, fischi e cori dagli spalti, contro la brutta performance messa in campo. Nei primi dieci minuti, infatti, il gioco si apre con inequivocabili segnali dalla Curva: è completamente esanime. L’umore non è proprio al massimo e la tensione si fa sentire.  Poi l’ingresso in massa, e il legame di sangue con i colori della propria terra spinge gli ultras a sostenere la squadra finché non si avvertono gli ultimi segnali di vita, sul 0-1. Tea break e dal rientro in campo la musica cambia completamente. Più che su un terreno di gioco sembra di stare a guardare un red carpet su cui gli undici di De Zerbi si esibiscono con spensierata padronanza. Di lì il putiferio. I ragazzi di Longo, rassegnati, osservano quasi immobili gli avversari che fanno il loro gioco. Cori beffardi, non solo dalla Nord, vengono intonati al suono di “Olè”, “L’anno prossimo gioco di sabato” e “Longo, facci il regalo di Natale, dimettiti”.

Ma è davvero solo colpa del Mister giallazzurro? Forse non è proprio così. C’è da dire infatti che neppure i giocatori spesso hanno brillato. La squadra non è ancora riuscita ad agguantare i fatidici tre punti in casa, nonostante ormai l’anno volga al termine. Mancanza di polso da parte dell’allenatore, poco spirito di squadra. Disaffezione alla causa, in fondo, la neoeletta in serie A non gode di troppa stima, soprattutto per il modo in cui è stata promossa, né tanto meno è ben vista per il territorio che rappresenta. Diciamocelo chiaramente, sarà forse per questa ragione che la maggior parte dei campioni acquistati e lautamente pagati, ad oggi, non hanno ancora fatto vibrare l’anima dei tifosi con performance all’altezza degli aurei cachet percepiti? Poi, molto probabilmente, a gennaio questi stessi fenomeni emigreranno verso terre più fertili. Non se ne sta facendo una questione di mercenariato, ma certamente uno Sportiello che ha fatto fin troppi miracoli in questo girone di andata non può essere sottostimato rispetto a un ancora “timido” Campbell, per dirne una. Ma la lista degli spropositi non termina certo qua.

“Si è andati in guerra senza fucile”, come si suol dire, e ci si avvicina di buon passo verso la retrocessione. Possibile che questo Frosinone non riesca a trovare l’orgoglio, il senso di rivalsa, lo scatto, per aggrapparsi con le unghie e i con denti a qualcosa che per ben due volte in pochi anni ha meritato? Forse bisognerebbe ritrovare la fame, quella del predatore che va a caccia digiuno, non con le tasche che pesano. Forse è vero il detto “squadra che vince non si cambia”. Troppi forse, ma una cosa è lampante: bisogna cambiare.

Voci di corridoio si fanno sempre più insistenti sulla ricerca del sostituto allenatore, da parte del Presidente Maurizio Stirpe. Ma è tutto ancora troppo incerto per avanzare nomi, o congetture, e il Calciomercato è dietro l’angolo, quindi sono molte le variabili da considerare. Lasciamo dunque al Presidente l’onore e l’onere di scrivere la parola Fine a questo brutto capitolo.

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